21 Nov 2014
Cercando tra le “vecchie glorie” ho rispolverato questa Polaroid. Pensando al mondo dei Social – Instagram per primo – e a quanto abbia ereditato da questa macchinetta, mi sono chiesto “chissà se oggi è ancora possibile recuperare qualche cartuccia fotografica e dare nuova vita a questa scatoletta?”.
Inutile dire che è bastata qualche ricerca sul web affinché la scoperta del giorno si materializzasse davanti ai miei occhi.
Tra i tanti siti ad offrire una soluzione, questo mi ha incuriosito più di tutti: Impossible. Analog Instant Film and Cameras.
Come dire: anche se Polaroid prima e Sony più tardi hanno chiuso i battenti alla produzione delle famose “instacamera” e spento ogni speranza a chi sperava di poter utilizzarle fino alla morte, ecco che un “progetto” ambizioso quanto all’apparenza impossibile ha invece permesso che la magia non si spegnesse. Si tratta di un negozio on-line che partendo dall’idea di poter stampare gli scatti realizzati con il proprio smartphone, ha esteso l’offerta verso l’impossibile (appunto) permettendo l’acquisto di cartucce compatibili Polaroid.
Qualche click alla ricerca della giusta cartuccia e l’ordine è fatto, non vi pare? 🙂
E per chi non avesse mai avuto l’opportunità di possederne una, lo store vende (usate, ma con cura) veri modelli di Polaroid, per tutti i gusti e per tutte le tasche.
22 Set 2014
Solitamente percorro i vicoli e le mura della vecchia città in sella alla bicicletta ma la scorsa domenica pomeriggio, nonostante qualche acciacco che in questo periodo mi impedisce di percorrere lunghe passeggiate, ho pensato di trascorrerla mostrando al mio piccolo Jack Russell quanto si sia fortunati a vivere in una bella città come Bergamo. Non ho potuto fare a meno di estrarre l’iPhone, immortalare il cielo terso della prima e caldissima giornata autunnale e pubblicare come di consueto qualche scatto sul mio account Instagram.
Poi il giorno seguente, una piccola sorpresa: BergamoNews – uno tra i maggiori quotidiani online di Bergamo – pubblica una tra le mie immagini come copertina ad un articolo inerente le foto che ritraggono Bergamo su Instagram. Stupore, orgoglio mi colgono all’improvviso e osservando poi le opinioni e i complimenti che la gente dedica alla fotografia pubblicata non nascondo anche un po’ di imbarazzo! Incredibile come oggi grazie alla rete sia facile arrivare a così tante persone! Grazie a BergamoNews!
16 Set 2014
Ottenere video con la stessa quantità di informazioni pari allo scatto in RAW è una chimera sempre più reale, anche per l’amatore più incallito ed incontentabile.
Oggi, dotandosi di una fotocamera reflex, una scheda di memoria capiente ed estremamente performante e qualche abilità informatica, il gioco è fatto!
Al sottoscritto le abilità informatiche (posso dirlo?) non sono di certo un grosso ostacolo per cui con la Canon 5D Mark III e una Lexar 1000x alla mano, ho dato il via all’impresa.
Le difficoltà – se ci sono – stanno maggiormente nella seconda parte del processo, ovvero la gestione del workflow, o come si diceva un tempo, dello sviluppo del materiale girato.
Sì perché se dapprima impostare la macchina, il software e soprattutto girare le immagini può sembrare una procedura quasi banale e del tutto simile a ciò che siamo abituati a svolgere da sempre, le tonnellate di gigabyte raccolte in pochi minuti di riprese che devono essere gestite, convertite, manipolate, organizzate e renderizzate richiedono una notevole dose di pazienza e determinazione ancor prima di un hardware all’altezza.
Il risultato ottenibile però è fonte di grande, immensa soddisfazione. Sia chiaro, non è roba da tutti i giorni: mai girerei in formato raw video un’intervista. Mai mi sognerei di girare a quella qualità un evento aziendale o uno spettacolo teatrale. Sarebbero tempo e risorse sprecate. Sarebbe diverso invece girare qualche decina di minuti dedicati ad uno spot, ad una clip emozionale o roba simile. Solo in casi del genere quella qualità avrebbe senso.
Una quantità di informazioni imbarazzanti nei dettagli, nell’incisione e soprattuto nella gamma cromatica e luminosa che il file RAW fotografico a 14 bit è in grado di consegnarci e che un misero file compresso a 8bit come il Quicktime H264 non può supportare.
Il problema di base si traduce però in singoli scatti RAW (NEF, per la precisione) criptati in un file .RAW a sua volta nidificato in formato .VML.
Tutto da elaborare, shot by shot.
Converti una volta, converti due volte, apri i file RAW in Camera RAW, correggili come più ti pare, esporta, importa in timeline, monta, renderizza, esporta.
Un lavoro titanico, ve lo avevo detto, no?
In attesa di pubblicare il primo clippino girato tra le colline del paesello, ecco il primissimo test avvenuto in giardino con il mio giovane Padawan e il suo cagnolino.
http://youtu.be/_ycBJE8ZeSY?list=UU_ZZ6pDOn3d-f_Kdf1i_7zg
25 Ago 2014
Sarebbe bello poter dire d’aver scattato lungo la Route 66 in una calda giornata d’agosto.
Invece era un timido sole di aprile in un paesino della provincia bergamasca (al parcheggio di casa mia!).
Fa nulla dai… 🙂
